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sabato 24 dicembre 2011
SFOGATE IL NERVOSISMO CON I GESTI?
lunedì 15 agosto 2011
RICETTE PERICOLOSE
“L’anno scorso in Germania i farmaci hanno fatto più vittime degli incidenti stradali”, ha scritto il quotidiano Stuttgarter Nachrichten. Nel 1998 circa 25.000 persone sarebbero morte a motivo di prescrizioni di farmaci sbagliate: tre volte più del numero delle vittime della strada. A quanto pare il fenomeno non è legato a coloro che si curano da sé. Sembra che il problema principale sia la mancanza di informazione e di preparazione dei medici per quanto riguarda i farmaci e i loro effetti. In quell’articolo il farmacologo Ingolf Cascorbi ha detto che, secondo una stima, “ogni anno in Germania si potrebbero evitare 10.000 decessi e 250.000 casi di effetti collaterali gravi se si ottimizzassero la ricerca e la formazione professionale”.
Sullo stesso tono, la rivista francese Sciences et avenir cita i dati di uno studio condotto in Francia secondo cui, su 150.000 prescrizioni fatte a persone sopra i 70 anni, circa 10.700 erano sbagliate o non efficaci. Quasi 1 su 50 era potenzialmente pericolosa a motivo di possibili interazioni con altri medicinali o di altri rischi. Si calcola che in Francia ogni anno le persone anziane passino in ospedale un milione di giorni a seguito di reazioni negative ai farmaci.
Usate bene i medicinali
QUANDO un medico prescrive dei farmaci lo fa senza dubbio per il bene del paziente, in base alla propria diagnosi, competenza ed esperienza. Il paziente, però, non dovrebbe delegare la responsabilità della sua salute interamente al medico. La responsabilità di ciò che introduce nel proprio organismo rimane sua.
Quando fate uso di medicinali, tenete conto delle seguenti osservazioni pratiche fatte da un medico:
● Tutti i medicinali hanno effetti collaterali. Avete il diritto di sapere quali medicine vi vengono prescritte e quali effetti collaterali possono avere. Se il medico non vi dice queste cose, non abbiate timore di chiedergliele. Quasi sempre i benefìci superano gli effetti collaterali. Per prendere una decisione informata, però, avete bisogno di avere un quadro completo.
● L’effetto delle medicine cambia da individuo a individuo. Il medico non può prevedere con esattezza che effetto avrà su di voi un determinato medicinale. Se siete preoccupati a motivo di qualche effetto collaterale inaspettato, consultate il vostro medico.
● Chiedete per quanto tempo dovrete prendere una data medicina. Scoprite anche se potrebbe dare assuefazione.
● Non decidete di testa vostra di smettere di prendere una medicina, magari perché vi sentite meglio. Smettere troppo presto potrebbe far aggravare la malattia. Consultate prima il vostro medico.
● Prendete sempre i farmaci sotto il controllo di un medico.
martedì 9 agosto 2011
La sostanza più importante per la vita
“L’acqua è la sostanza più importante per la vita, perché l’organismo è in massima parte composto di acqua”, riferisce il quotidiano Toronto Star. “Anche una diminuzione d’acqua del 20 per cento nell’organismo può essere fatale”. L’acqua non solo regola la temperatura del corpo, ma “trasporta [anche] le sostanze nutritive e i prodotti di rifiuto agli e dagli organi attraverso il torrente sanguigno e gli apparati dell’organismo. Inoltre lubrifica le giunture e il colon, aiutando a prevenire la costipazione”. In media un adulto ha bisogno di due-tre litri d’acqua al giorno. Bere caffè, bibite gassate o alcool in effetti fa aumentare il bisogno di acqua pura perché queste sostanze possono contribuire alla disidratazione. Secondo una dietologa, non dovrebbe essere la sete a ricordarci di bere perché nel momento in cui si ha sete, probabilmente si è già disidratati. Il giornale afferma che “bevendo un bicchiere d’acqua ogni ora durante la giornata si soddisfa nella maggioranza dei casi il fabbisogno d’acqua”.
Stiamo esaurendo le riserve d’acqua?
“La possibilità di accedere ad una sicura, pulita e sufficiente fonte di acqua dolce è un requisito fondamentale per la sopravvivenza, il benessere e lo sviluppo socio-economico di tutta l’umanità. Eppure, continuiamo a comportarci come se l’acqua dolce fosse una risorsa eternamente disponibile, ma non è così”.
— KOFI ANNAN, SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE.
DA MILLE anni a questa parte, ogni giovedì a mezzogiorno nella città spagnola di Valencia si riunisce un tribunale singolare. Il suo compito è risolvere le dispute relative all’acqua.
I contadini che coltivano la fertile valle di Valencia devono irrigare i loro campi, il che richiede molta acqua, mentre in questa parte della Spagna l’acqua ha sempre scarseggiato. Ogni volta che un contadino ritiene di ottenere meno acqua di quella che gli spetta può appellarsi a questo tribunale. Le dispute per l’acqua non sono una novità, ma è raro che vengano risolte così equamente come a Valencia.
Quasi 4.000 anni fa in Israele scoppiò una violenta disputa tra certi pastori in relazione all’accesso a un pozzo vicino alla località di Beer-Seba. (Genesi 21:25) Da allora i problemi idrici in Medio Oriente sono molto peggiorati. Almeno due leader importanti di quella regione hanno detto che l’acqua è l’unico motivo per cui dichiarerebbero guerra a uno stato vicino.
Nei paesi semiaridi l’acqua è sempre stata un problema molto sentito. Il motivo è semplice: l’acqua è essenziale alla vita. Come ha osservato Kofi Annan, “l’acqua è un bene prezioso ed insostituibile: non possiamo vivere senza e non esiste nulla che sia in grado di sostituirla. Si tratta di una questione delicata poiché il comportamento umano ha un profondo impatto sulla quantità e qualità di acqua dolce disponibile”.
Oggi più che mai, sia la quantità che la qualità dell’acqua dolce del nostro pianeta sono in pericolo. Non bisogna farsi ingannare dall’apparente abbondanza d’acqua in certe zone fortunate del mondo.
Le riserve si stanno esaurendo
“Una delle grandi contraddizioni della natura umana è che apprezziamo le cose solo quando scarseggiano”, osserva il sottosegretario generale delle Nazioni Unite Elizabeth Dowdeswell. “Apprezziamo l’acqua solo quando il pozzo è asciutto. E i pozzi si stanno prosciugando non solo nelle zone soggette a siccità, ma anche in zone tradizionalmente non legate all’idea della scarsità d’acqua”.
Chi deve fare i conti ogni giorno con la scarsità d’acqua capisce il problema fin troppo bene. Asokan, un impiegato di Madras, in India, si deve alzare ogni mattina due ore prima dell’alba. Portando cinque secchi cammina fino al rubinetto pubblico, a cinque minuti da casa sua. L’acqua c’è solo dalle 4 alle 6 del mattino, per cui deve mettersi in fila presto. L’acqua che porta a casa nei secchi deve durare tutta la giornata. Molti suoi connazionali — e un altro miliardo di persone in tutto il mondo — non sono altrettanto fortunati. Vicino a casa loro non ci sono né rubinetti, né fiumi, né pozzi.
Abdullah, un ragazzo che vive nella regione africana del Sahel, è uno di loro. Il cartello stradale che annuncia il suo piccolo villaggio lo definisce un’oasi; l’acqua, però, è scomparsa da tempo, e gli alberi sono molto rari. Abdullah ha il compito di andare a prendere l’acqua per la famiglia a un pozzo lontano più di un chilometro.
In certe regioni del mondo la domanda di acqua dolce e pulita ha già cominciato a superare l’offerta. Il motivo è semplice: Buona parte dell’umanità vive in regioni aride o semiaride, dove l’acqua scarseggia da tempo.
Secondo l’Istituto di Stoccolma per l’Ambiente, un terzo della popolazione mondiale vive già in regioni dove la carenza d’acqua è moderata o grave. E la richiesta d’acqua è cresciuta due volte più in fretta della popolazione mondiale.
L’offerta d’acqua, d’altra parte, è sostanzialmente fissa. Pozzi più profondi e nuovi bacini idrici possono recare un sollievo temporaneo, ma la quantità di pioggia che cade e la quantità d’acqua immagazzinata sottoterra rimangono praticamente immutate. Pertanto i meteorologi calcolano che nel giro di 25 anni la quantità d’acqua a disposizione di ciascun abitante della terra potrebbe ridursi della metà.
Conseguenze sanitarie e alimentari
In che modo la scarsità d’acqua si ripercuote sulla popolazione?
Innanzi tutto crea problemi sul piano sanitario. Non che la gente muoia di sete; piuttosto, la qualità scadente dell’acqua disponibile per cucinare e bere può causare malattie. Elizabeth Dowdeswell fa notare che “nei paesi in via di sviluppo circa l’80 per cento delle malattie e più di un terzo dei decessi sono provocati dall’acqua contaminata”. Nei paesi in via di sviluppo a clima semiarido le scorte d’acqua sono spesso inquinate da rifiuti organici umani o animali, pesticidi, fertilizzanti o sostanze chimiche di uso industriale. Una famiglia povera può non avere altra scelta che usare quest’acqua contaminata.
Proprio come il nostro organismo ha bisogno d’acqua per eliminare le sostanze di rifiuto, per avere servizi igienici adeguati ci vuole molta acqua, e buona parte dell’umanità semplicemente non ha a disposizione quest’acqua. Il numero di persone che non dispongono di servizi igienici adeguati è salito da 2 miliardi e 600 milioni nel 1990 a 2 miliardi e 900 milioni nel 1997: quasi la metà degli abitanti del pianeta. E l’igiene è letteralmente una questione di vita o di morte. In una dichiarazione congiunta i portavoce dell’ONU Carol Bellamy e Nitin Desai hanno avvertito: “Quando i bambini non hanno acqua potabile e servizi igienici, praticamente ogni aspetto della loro salute e del loro sviluppo è a rischio”.
La produzione alimentare dipende dall’acqua.
Naturalmente, molte coltivazioni vengono bagnate dalla pioggia, ma di recente l’irrigazione ha assunto un ruolo chiave per sfamare la popolazione mondiale in continuo aumento. Oggi, a livello mondiale, il 36 per cento dei raccolti dipende dall’irrigazione. Ma l’area totale dei terreni agricoli irrigati ha raggiunto un massimo circa 20 anni fa e da allora è andata continuamente diminuendo.
Se da ogni rubinetto di casa nostra esce acqua in abbondanza e se il nostro gabinetto è dotato di un igienico sciacquone, potremmo stentare a credere che a livello mondiale le scorte d’acqua si stiano esaurendo. Dovremmo ricordare, però, che tali lussi sono disponibili solo al 20 per cento dell’umanità. In Africa molte donne impiegano anche sei ore ogni giorno per andare a prendere l’acqua... e spesso si tratta di acqua inquinata. Queste donne comprendono molto più chiaramente la dura realtà: l’acqua pura è poca, e più passa il tempo, meno ce n’è.
lunedì 8 agosto 2011
L'inquinamento atmosferico è letale
“In Europa il traffico è la fonte d’inquinamento che aumenta più velocemente, e in alcuni paesi muoiono più persone a causa dell’inquinamento atmosferico che negli incidenti” stradali, riferisce l’agenzia di stampa Reuters. Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno in Austria, Francia e Svizzera muoiono prematuramente 21.000 persone per malattie respiratorie o cardiache provocate dall’inquinamento atmosferico. In un altro rapporto si calcola che in 36 città indiane ogni giorno 110 persone muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico.
Quanto è malato il nostro pianeta?
Il paziente è in condizioni gravi. Presenta vari sintomi. Ha l’alito pesante. La febbre è più alta che mai e i tentativi di abbassarla non danno risultati. Nei liquidi organici sono state trovate tracce di veleno. Quando si curano i sintomi da una parte, all’improvviso ne compaiono degli altri in organi diversi. Se si trattasse di un paziente comune, probabilmente i medici direbbero che le varie patologie sono ormai croniche e allo stadio terminale. Non sapendo cos’altro fare, si limiterebbero a far soffrire il paziente il meno possibile fino al sopraggiungere della morte.
IL PAZIENTE, però, non è un essere umano. È la nostra dimora, la terra. La situazione appena descritta ben illustra ciò che sta accadendo al nostro pianeta. La terra è molto malata, e aria inquinata, riscaldamento globale e rifiuti tossici sono solo alcuni dei suoi malanni. Come i medici menzionati sopra, gli esperti sono indecisi sul da farsi.
I media richiamano continuamente l’attenzione sulle condizioni critiche del pianeta con titoli e notizie del tipo: “La pesca con l’esplosivo fa strage sui fondali”. “Emergenza idrica: entro 24 anni a rischio un miliardo di asiatici”. “40 milioni di tonnellate all’anno il giro mondiale dei rifiuti tossici”. “Contaminati quasi due terzi dei 1.800 pozzi in Giappone”. “Torna l’allarme: più grande che mai il buco nell’ozono sopra l’Antartide”.
Alcuni si abituano ai frequenti allarmi per l’ambiente, pensando forse che finché la cosa non li coinvolge in prima persona non c’è da preoccuparsi. Tuttavia, che ce ne rendiamo conto o no, la distruzione indiscriminata dell’ambiente influisce sulla stragrande maggioranza della gente. Oggi il pianeta è talmente contaminato che probabilmente ne risentiamo già in più di un aspetto della nostra vita. Pertanto, tutti dovremmo avere a cuore il benessere e la conservazione della nostra dimora. Dopo tutto, in quale altro posto potremmo vivere?
Quanto è esteso il problema? Quant’è malata la terra? Come influisce questo sulla vita della gente? Consideriamo alcuni fattori che ci aiutano a capire perché non si tratta solo di una lieve indisposizione ma di una grave malattia.
▪ MARI: Vaste zone del mare sono depauperate a causa della pesca eccessiva. Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente dice che “il 70 per cento delle zone marine di pesca sono sfruttate così tanto che la riproduzione non riesce, o riesce a malapena, a ricostituire le popolazioni ittiche”. Per esempio, fra il 1989 e il 1994 le popolazioni di merluzzi, naselli, eglefini e passere di mare sono diminuite almeno del 95 per cento. Andando avanti così, che accadrà a quei milioni di persone per cui il mare è la principale fonte di cibo?
Come se non bastasse, si calcola che ogni anno dai 20 ai 40 milioni di tonnellate di pesci vengano catturati e poi ributtati in mare, di solito feriti o morti. Come mai? Perché finiscono nelle reti insieme al pesce desiderato.
▪ FORESTE: La deforestazione crea molti problemi. Con la scomparsa degli alberi diminuisce la capacità della terra di assorbire l’anidride carbonica contribuendo così, a quanto pare, al riscaldamento globale. Certe specie vegetali, da cui si possono ricavare farmaci salvavita, scompariranno. Ciò nonostante la distruzione delle foreste non accenna a diminuire. Anzi, ultimamente il ritmo di distruzione è aumentato. Alcuni esperti ritengono che di questo passo fra una ventina d’anni le foreste tropicali potrebbero scomparire.
▪ RIFIUTI TOSSICI: Lo scarico di sostanze nocive sia sulla terraferma che in mare è un problema serio che potrebbe costituire una grave minaccia per milioni di persone. Rifiuti radioattivi, metalli pesanti e sottoprodotti della plastica sono fra le sostanze che possono causare anomalie, malattie o la morte sia nell’uomo che negli animali.
▪ SOSTANZE CHIMICHE: Negli scorsi 100 anni sono state introdotte quasi 100.000 nuove sostanze chimiche. Queste penetrano nell’aria, nel suolo, nell’acqua e nel cibo. Le sostanze analizzate per verificarne gli effetti sulla salute dell’uomo sono relativamente poche. Un numero consistente di queste, però, è risultato cancerogeno o comunque responsabile di qualche patologia.
Sull’ambiente incombono molte altre minacce: inquinamento atmosferico, acque di scolo non trattate, piogge acide, mancanza d’acqua pulita. Le poche già menzionate bastano a dimostrare che la terra è davvero malata. Si può salvare il paziente o si tratta di una battaglia persa in partenza?
venerdì 5 agosto 2011
I rischi dell'obesità
Il drastico aumento di diabete, malattie cardiache e altre patologie è da attribuirsi “al dilagare dell’obesità in Europa”, riferisce l’Independent di Londra. In occasione del congresso tenuto a Milano cui hanno preso parte specialisti di 26 paesi, il presidente dell’organismo internazionale contro l’obesità ha detto: “È un problema di portata mondiale e bisogna intervenire subito per impedire questa epidemia silenziosa di malattie gravi e l’aumento dei costi sanitari. Se non facciamo qualcosa ci troveremo di fronte a un flagello”. Questo problema riguarda tutti i paesi europei e in certe zone interessa il 40-50 per cento della popolazione. Dal 1980 l’obesità in Inghilterra è salita dall’8 al 20 per cento nelle donne e dal 6 al 17 per cento negli uomini. Tra le cause ci sono vita sedentaria e dieta troppo ricca di grassi, entrambe legate al crescente benessere. La principale causa di preoccupazione è il numero dei bambini sovrappeso. Secondo il prof. Jaap Seidell, presidente dell’Associazione europea per lo studio dell’obesità, “ci sono segnali indicanti che una maggiore percentuale di persone della prossima generazione diventerà obesa e sarà in sovrappeso a un’età inferiore”.
Cibi nutrienti alla vostra portata
Malnutrizione: quanto è diffusa?
In tutto il mondo circa 800 milioni di persone rischiano di morire a motivo della malnutrizione. Secondo il rapporto del 1998 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 50 per cento di tutti i decessi di bambini al di sotto dei cinque anni è legato alla malnutrizione. Anche quelli che riescono a sopravvivere hanno spesso una salute cagionevole.
Viceversa alcuni sostengono che ben 800 milioni di persone rischiano di morire a motivo di eccessi nel mangiare. Un’alimentazione non equilibrata può provocare malattie croniche come obesità, aterosclerosi, ipertensione, diabete, cirrosi e vari tipi di cancro. Per riassumere, l’OMS dichiara: “La malnutrizione include un’ampia gamma di malanni, fra cui iponutrizione, specifiche carenze nutritive e ipernutrizione; e in tutto il mondo uccide, storpia, ritarda, paralizza, provoca cecità e nuoce allo sviluppo umano su scala enorme”.
Nello stesso paese ci può essere sia chi è denutrito che chi è obeso. Nella stessa famiglia ci possono essere sia malnutrizione infantile che problemi cronici di obesità negli adulti. In alcuni casi lo stesso individuo che da bambino aveva avuto un’alimentazione insufficiente da adulto è obeso. Questo può accadere a chi si trasferisce dalla campagna in città.
Molti non si rendono conto della relazione che c’è fra il loro stato di salute e le loro abitudini alimentari. Forse questo avviene perché l’effetto che la cattiva alimentazione ha sulla salute non si manifesta immediatamente. Comunque grazie a un’alimentazione sana si possono prevenire molte malattie. Infatti l’OMS calcola che fino al 40 per cento dei casi di cancro si potrebbero prevenire migliorando le abitudini alimentari e facendo esercizio fisico. Ma come si può migliorare la propria alimentazione?
Come migliorare l’alimentazione
Alcuni suddividono gli alimenti in tre gruppi principali. Il primo gruppo include sia cereali, come mais, grano, riso, avena, segale, orzo e miglio, che tuberi, come patate e patate dolci. Questi alimenti ricchi di carboidrati provvedono rapidamente energia. Il secondo gruppo include legumi, come fagioli, soia, lenticchie, ceci, fave, e alcuni alimenti di origine animale, come carne, pesce, uova, latte e latticini. Questi alimenti forniscono proteine, ferro, zinco e diverse vitamine. Il terzo gruppo include frutta e verdura. Queste provvedono vitamine e minerali indispensabili. Inoltre contengono fibre, danno energia e rappresentano l’unica fonte naturale di vitamina C.
Secondo il dott. Héctor Bourges, direttore del settore alimentazione nell’Istituto Nazionale messicano di Medicina e di Scienze dell’Alimentazione Salvador Zubirán (INNCMSZ), un’alimentazione sana deve essere completa, sufficiente ed equilibrata. Bourges suggerisce di “includere in ogni pasto almeno un alimento di ciascun gruppo e di variare il più possibile gli alimenti usati di ciascun gruppo, e anche il modo di prepararli”.
Il dott. Adolfo Chávez, capo della sezione dell’INNCMSZ che si occupa di educazione alimentare e alimentazione applicata, raccomanda di usare alimenti di origine animale non come base dell’alimentazione, ma per completare un pasto. Per esempio, potreste preparare un pasto usando solo alcune uova insieme a patate, verdura o legumi. “Questo nel [campo del]l’alimentazione si chiama ‘arricchire’”, dice il dott. Chávez. Attenzione però: frutta e verdura vanno lavate sempre con cura, specie quelle che si mangiano crude.
L’alimentazione deve inoltre essere adatta a ciascun individuo, tenendo conto di fattori come età, sesso e stile di vita. Per gli adulti, qualcuno suggerisce di mangiare a ogni pasto due porzioni di frutta e/o verdura e di aumentare il consumo di cereali integrali e legumi. Alcuni raccomandano di consumare a ogni pasto alimenti di origine animale solo in piccole quantità, dando la preferenza a pesce, pollo senza pelle e carne magra. Viene consigliato anche di limitare il consumo di grassi e zuccheri.
A volte anche chi vive in un paese in via di sviluppo ed è povero può migliorare la propria alimentazione. In che modo? Scegliendo cibi nutrienti e variandoli e combinandoli insieme, per esempio mischiando cereali e legumi. Usando piccole quantità di carne o uova per aumentare il valore nutritivo di un piatto. Approfittando della verdura che cresce nella zona e della frutta di stagione.
Pensiero biblico
Il nostro Creatore fa “uscire cibo dalla terra” per il piacere del genere umano. (Salmo 104:14) La Bibbia, in Ecclesiaste 9:7, dice: “Va, mangia il tuo cibo con allegrezza”. Senza dubbio, usando equilibrio e moderazione, possiamo godere i benefìci dei cibi squisiti e nutrienti che il Creatore ci ha provveduto.
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